Il manifesto Marilyn del Pd mette allegria, le polemiche no
Al direttore - A me piace il manifesto del Pd che ha suscitato tante polemiche e ironie. Io trovo che sintetizzi in modo formidabile la novità politica della primavera-estate 2011: se da un lato abbiamo un Cav. reso impotente e una Lega che non ce l’ha più così duro, sul fronte dell’opposizione ci ritroviamo un Pd che, con sorpresa quasi adolescenziale, si ritrova barzotto. Il manifesto Marilyn è delizioso, efficace, uno dei pochi azzeccati delle campagne recenti del Pd.
19 AGO 20

Al direttore - A me piace il manifesto del Pd che ha suscitato tante polemiche e ironie. Io trovo che sintetizzi in modo formidabile la novità politica della primavera-estate 2011: se da un lato abbiamo un Cav. reso impotente e una Lega che non ce l’ha più così duro, sul fronte dell’opposizione ci ritroviamo un Pd che, con sorpresa quasi adolescenziale, si ritrova barzotto. Questo è, e niente altro. Ma espresso bene. Con stima
Gianluca Brenna
Il manifesto Marilyn è delizioso, efficace, uno dei pochi azzeccati delle campagne recenti del Pd. Il femminile, che ne esce rispettato e amato semanticamente, aiuta il linguaggio, che si fa baldanzoso e mite, perfino tenero, e raccoglie nel segno dell’allegria i messaggi spesso torvi dell’ondata neopopulista di sinistra. Il fatto che abbia suscitato polemiche astiose e ridicole mi mette una grandissima tristezza.
Gianluca Brenna
Il manifesto Marilyn è delizioso, efficace, uno dei pochi azzeccati delle campagne recenti del Pd. Il femminile, che ne esce rispettato e amato semanticamente, aiuta il linguaggio, che si fa baldanzoso e mite, perfino tenero, e raccoglie nel segno dell’allegria i messaggi spesso torvi dell’ondata neopopulista di sinistra. Il fatto che abbia suscitato polemiche astiose e ridicole mi mette una grandissima tristezza.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
